Tares, finanziamento ma a chi?

La tares, un’imposta che unisce la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e la Tia (tariffa di igiene ambientale),  prevede il finanziamento del servizio di igiene ambientale e di servizi definiti indivisibili, cioè illuminazione pubblica, manutenzione delle strade, verde pubblico, polizia locale, servizi per i quali non si può quantificare l’uso che ne fanno i cittadini e quindi sono indivisibili. Arriva un’altra stangata per i contribuenti e questa volta per tutti: proprietari di immobili, quindi case, ma anche negozi, capannoni, ecc., ed anche da coloro che detengono aree scoperte, insomma tutti quegli immobili suscettibili di produrre rifiuti urbani.

La legge prevede però che i comuni possano applicare anche eventuali riduzioni, fino al 30%, in casi come:
- abitazioni con unico occupante;
- abitazioni per uso stagionale o uso limitato e discontinuo;
- locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti a uso stagionale o a uso non continuativo, ma ricorrente;
- abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di 6 mesi all’anno, all’estero;
- fabbricati rurali ad uso abitativo.
La base imponibile su cui effettuare il calcolo sarà quella in vigore per le vecchie imposte, poi auspicando un reale allineamento tra i comuni e gli uffici catastali competenti, si calcolerà all’80% della superficie utile catastale.

Ora, spiegato per sommi capi cos’è questa nuova imposta, ci viene da formulare alcune domande sperando che qualche lettore abbia una risposta chiara e convincente:

  1. Ma se con la TARES ai pagano i servizi indivisibili, con gli oneri e contributi di costruzione si pagano le opere di urbanizzazione primarie e secondarie, con l’IMU i proprietari cosa hanno pagato o per meglio dire l’IMU che cosa doveva finanziare?
  2. Ma nei paesi del sud che sono in emergenza rifiuti dal 2007 e nei quali comunque si è pagata la vecchia imposta senza ricevere il servizio di igiene ambientale, i cittadini vengono esonerati dal pagamento fino alla compensazione di quanto impropriamente versato dal 2007 ad oggi?
  3. C’è la probabilità che venga riconosciuta l’anticostituzionalità dell’imposta dopo che è stata pagata, magari per finanziare il rimborso elettorale ai partiti?